in risposta a :
"Non dobbiamo più sopportare, non possiamo più sopportare che sia l'unica tv pubblica del mondo che con i soldi di tutti attacca il governo". (e chi se non il nano?)
http://it.notizie.yahoo.com/4/20090807/tpl-oittp-berlusconi-tg3-39349ed.html
No morirà la flor de la palabra,
podrà morir el rostro oculto de quien la nombra hoy,
pero la palabra que vino desde el fondo de la historia y de la tierra, ya no podrà ser arrancada por la soberbia del poder.
EZLN
La bellezza è tutt'intorno a noi.
Riuscire a scorgerla è il segreto di una vita appassionata.
Riuscire a scorgerla è il segreto di una vita appassionata.
sabato 8 agosto 2009
venerdì 7 agosto 2009
Uruguay y Poesía
...nosotros cuando amamos
es fácil de arreglar
con sábanas qué bueno
sin sábanas da igual
ustedes cuando aman
calculan interés
y cuando se desaman
calculan otra vez
nosotros cuando amamos
es como renacer
y si nos desamamos
no la pasamos bien ...
da Ustedes y nosotros, Mario Benedetti
es fácil de arreglar
con sábanas qué bueno
sin sábanas da igual
ustedes cuando aman
calculan interés
y cuando se desaman
calculan otra vez
nosotros cuando amamos
es como renacer
y si nos desamamos
no la pasamos bien ...
da Ustedes y nosotros, Mario Benedetti
ah, les plagistes italiens...
ecco qua un piccolo ritratto -grasse grosse risate- degli italiani in vacanza nel sud della corsica, trovato su un giornale d'oltralpe dell'agosto 2004. enjoy!
"On pourra remarquer le retour des visiteurs italians toujours aussi souriants et amateurs de masse. Toujours en groupe: groupe de familles, couples et enfants, groupe de jeunes gens et jeunes filles etc. Il semblerait qu'on ne puisse pas concevoir un autre déplacement que groupé. Très "fashion victim", la belle italienne ne sépare pas de son string - elle aurait bien du mal d'ailleurs - alors que le bel italien arbore fièrement un couvre chef à la pirate scrutant avec beaucoup d'interet tout mouvement de la gente féminine..."
G-E-N-I-A-L !
source: 'Oh Happy days in Santa Ghjulia', Nice Matin
"On pourra remarquer le retour des visiteurs italians toujours aussi souriants et amateurs de masse. Toujours en groupe: groupe de familles, couples et enfants, groupe de jeunes gens et jeunes filles etc. Il semblerait qu'on ne puisse pas concevoir un autre déplacement que groupé. Très "fashion victim", la belle italienne ne sépare pas de son string - elle aurait bien du mal d'ailleurs - alors que le bel italien arbore fièrement un couvre chef à la pirate scrutant avec beaucoup d'interet tout mouvement de la gente féminine..."
G-E-N-I-A-L !
source: 'Oh Happy days in Santa Ghjulia', Nice Matin
my new souvenir-bracelet !
il mio nuovo braccialetto fatto con la mappa di Sydney e dintorni trovata sotto l'aletta dell'agenda.
...diciamo che la precisione non è il mio forte ( forse era l'emozione ad esserlo ;D ), sono comunque soddisfatta del risultato: finalmente una maniera per dare vita alle vecchie cartine (fra tutte le altre varie cosucce) che trovi e poi non vuoi più buttare: sono un così bel ricordo!!!
idea scovata su:
http://planetgreen.discovery.com/fashion-beauty/diy-map-bracelet.html
altro sito interessante ( ma ce ne sono a centinaia, questo l'ho scelto per il nome :D )
http://www.treehugger.com/
giovedì 6 agosto 2009
it's gonna take soo looong
abundance of patience, there are things in life which require lots of it.
certamente questa non è una verità nascosta, ma il ripeterselo ogni tanto mi pare un esercizio utile e benefico dal quale si riescono a trarre non pochi vantaggi per affrontare la quotidianità, nel migliore dei mondi possibili, o quasi ;p
ps: inizio ad avvertire questa stanzialità come una sfida, a volte nella mente si fa minaccia che va a colpire dritta dritta il cuore, che batte impetuoso davanti all'ignoto: sono su un precipizio di sogni e di progetti
e mi sento scivolare.
certamente questa non è una verità nascosta, ma il ripeterselo ogni tanto mi pare un esercizio utile e benefico dal quale si riescono a trarre non pochi vantaggi per affrontare la quotidianità, nel migliore dei mondi possibili, o quasi ;p
ps: inizio ad avvertire questa stanzialità come una sfida, a volte nella mente si fa minaccia che va a colpire dritta dritta il cuore, che batte impetuoso davanti all'ignoto: sono su un precipizio di sogni e di progetti
e mi sento scivolare.
aboriginal wisdom
you don't need a house
when you're alive:
you can move!
from Kanyini
http://www.youtube.com/watch?v=LvoAE27I9gg
when you're alive:
you can move!
from Kanyini
http://www.youtube.com/watch?v=LvoAE27I9gg
quoi devenir?
-Mais alors que dois-je devenir ?
-Un curieux.
-C’est n’est pas un métier !
-Ce n’est pas encore un métier. Voyagez, écrivez, traduisez, apprenez à vivre partout. Commencez tout de suite. L’avenir est aux curieux de profession.
Jim
-Un curieux.
-C’est n’est pas un métier !
-Ce n’est pas encore un métier. Voyagez, écrivez, traduisez, apprenez à vivre partout. Commencez tout de suite. L’avenir est aux curieux de profession.
Jim
lunedì 3 agosto 2009
zeneizi de là de u ma
Regione, Skype gratuito a liguri nel mondo con istruzioni in genovese
Genova, 3 ago. - (Adnkronos) - Skype gratuito ai liguri nel mondo, con le istruzioni in dialetto genovese. Per far parlare tra di loro, a costo zero, le quarantacinque associazioni dei liguri nel mondo la Regione Liguria ha scelto la tecnologia Skype ed ha gia' spedito agli utenti in Argentina, Cile, Peru, Paraguay, Uruguay e altri paesi dell'America Latina, in Usa e Canada in Nord America, a Sidney e Melbourne, in Australia e in diverse citta' europee, il kit con l'attrezzatura necessaria per usufruire del servizio: telefoni cordless, web cam e penne Usb. La presentazione e le istruzioni su come installare il software di Skype sono fatte anche attraverso un filmato, in lingua genovese, accompagnate da un messaggio video dal presidente Claudio Burlando e degli assessori Enrico Vesco e Giovanni Battista Pittaluga. E con il Coro Monte Bianco di Genova che intona ''Ma se ghe pensu'', la canzone di Mario Cappello da quasi un secolo simbolo della genovesita' e della Liguria nel mondo.
Genova, 3 ago. - (Adnkronos) - Skype gratuito ai liguri nel mondo, con le istruzioni in dialetto genovese. Per far parlare tra di loro, a costo zero, le quarantacinque associazioni dei liguri nel mondo la Regione Liguria ha scelto la tecnologia Skype ed ha gia' spedito agli utenti in Argentina, Cile, Peru, Paraguay, Uruguay e altri paesi dell'America Latina, in Usa e Canada in Nord America, a Sidney e Melbourne, in Australia e in diverse citta' europee, il kit con l'attrezzatura necessaria per usufruire del servizio: telefoni cordless, web cam e penne Usb. La presentazione e le istruzioni su come installare il software di Skype sono fatte anche attraverso un filmato, in lingua genovese, accompagnate da un messaggio video dal presidente Claudio Burlando e degli assessori Enrico Vesco e Giovanni Battista Pittaluga. E con il Coro Monte Bianco di Genova che intona ''Ma se ghe pensu'', la canzone di Mario Cappello da quasi un secolo simbolo della genovesita' e della Liguria nel mondo.
domenica 2 agosto 2009
KARMA COLA - drumming
Molti anni fa, in un locale jazz di Manhattan un omettino timido, vestito di bianco, all'indiana, scrisse una richiesta per suonare insieme all'orchestrina. Il leader della jazz-band lesse la nota e chiese al cameriere chi l'avesse inviata. Il cameriere indicò per l'appunto un signore indiano seduto in fondo al locale. Il leader dell'orchestrina lo fissò attraverso i suoi occhiali scuri e gli fece segno di salire sulla pedana.
L'indiano lasciò il suo tavolino e non senza difficoltà si fece strada tra gli avventori incuriositi. Il suo procedere era reso più difficoltoso da un paio di tamburi indiani che stringeva nella sinistra.
"Cos'è?" chiese il capobanda.
"I miei tamburi, signore" rispose l'indiano. "Se devo suonare con voi, debbo adoperare il mio strumento, il tabla."
"Già, già, i tamburi" disse il jazzista. "Be', cosa è che vuole suonare?"
"Personalmente, mi piacerebbe suonare il Teen Taal" disse con circospezione l'indiano. "Sarebbe il vostro tre tempi."
Spiegò il suo piano. "Voi cortesemente suonate in questo ritmo base. Io vi accompagnerò con settantadue battiti per la destra e ventiquattro per la sinistra, e poi aumenterò con l'improvvisazione."
L'indiano si creò uno spazio sulla pedana, si sciolse i legacci delle scarpe, se le tolse disponendole ordinatamente sotto il pianoforte. Dalla borsa di stoffa che portava in spalla estrasse un piccolo martello d'argento. Con questo cominciò a colpire i chiodi ai lati dei suoi strumenti.
Il jazzista sorrise alla folla, si sporse in avanti e chiese all'ometto: "Settantadue e ventiquattro, eh? Okay. A proposito, cosa sta facendo con quel martello?"
"Metto a punto lo strumento, signore. Può per favore chiedere al pianista di dire quale chiave preferite?"
Il jazzista si girò verso il pianista e con una scrollata di spalle disse: "Questo qui è matto. Dagli un sol, così se ne va in fretta."
Il pianista, con esagerato formalismo, suonò un'ottava in sol. L'indiano annuì e battè più forte i chiodidei suoi tamburi, usando la parola indiana per la nota sol.
"Immagino voglia dedicare qualcosa a papà" disse il pianista facendo l'occhiolino ai divertiti spettatori.
Il leader sedette alla batteria con aria rassegnata, annuì al suonatore di vibrafoni, tirò su le bacchette, e gridò:"Bene, via!" e l'orchestrina jazz irruppe in uno svelto blues.
Il piccolo indiano sorrise compiaciuto. Cominciò a muovere le mani sui tamburi. Un suono profondo emerse da quello di sinistra. L'altra sua mano era quasi invisibile mentre si muoveva sul tamburo di destra. Dopo alcuni minuti il capo dell'orchestra posò i propri bastoncini e scosse la testa incredulo. Anche il suonatore di contrabbasso si fermò ad ascoltare. Adesso il duetto era tra il pianoforte e l'indiano. Il pianoforte suonava una melodia e il tabla la riproponeva in tempo doppio, poi triplo. Il leader rientrò con i suoi tamburi per creare un solido tre tempi che sostenesse i ritmi intricati dell'indiano. L'indiano e il pianista stavano ridendo di piacere. Il pianista saltava su e giù suonando, l'indiano scuoteva la testa nell'estasi dell'invenzione. A ogni colpo piegava il collo per guardare il leader e poi faceva un cenno affinchè entrambi battessero i tamburi all'unisono. Il ritmo era sempre più svelto. Tutti gli spettatori s'erano alzati in piedi. Applaudivano.
Alla fine il jazzista si tolse gli occhiali scuri e si asciugò il volto.
"Chi sei, amico? Dov'è che hai imparato a suonare così?"
"E' stato molto divertente, signore" disse l'omettino. "Ho appreso la mia arte a Benares. L'Unesco mi ha fatto venire qui per renderla popolare in Occidente. Spero vi abbia dato piacere."
"E' stato molto divertente, signore" disse l'omettino. "Ho appreso la mia arte a Benares. L'Unesco mi ha fatto venire qui per renderla popolare in Occidente. Spero vi abbia dato piacere."
Ripigliò le sue scarpe, fece un profondo namaste ad ogni membro dell'orchestra, si prese anche il martelletto e se ne andò. Non sapeva di aver appena suonato con il più famoso batterista d'Occidente; e il jazzista non sapeva di aver accompagnato il più celebre maestro di tabla dell'India. Ma entrambi avevano avuto un incontro beat.
from KARMA COLA - Il Supermarket del Misticismo Orientale by Gita Mehta
a festival, a synth and a heart-shaped testaieu
a dive into the past, this is what it could have seemed to be
then you realize it is just an attempt to live the present;
project your self, be here now
you’re actually doing well,
puzzling out old and new stories mixing them up with the same old faces - looking nice and young though!
cheeky tricky operations to be accomplished by the end of the show …unfortunately? performing not even partially the predestined mission but lastly enjoying a loud and healthy laugh at that
feeling connected, belonging to a place, finally taking the courage of looking behind and moving forward with fresh new ease and great satisfaction
in the end it's just a matter of food, and shapes, and how big our hearts are
never ending perceptions
a colorful dot in the big picture has been painted, you can go further now, if you really want - but that’s another story
then you realize it is just an attempt to live the present;
project your self, be here now
you’re actually doing well,
puzzling out old and new stories mixing them up with the same old faces - looking nice and young though!
cheeky tricky operations to be accomplished by the end of the show …unfortunately? performing not even partially the predestined mission but lastly enjoying a loud and healthy laugh at that
feeling connected, belonging to a place, finally taking the courage of looking behind and moving forward with fresh new ease and great satisfaction
in the end it's just a matter of food, and shapes, and how big our hearts are
never ending perceptions
a colorful dot in the big picture has been painted, you can go further now, if you really want - but that’s another story
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